Calabria judaica - Sud ebraico

Calabria judaica ~ Sud ebraico
Storia, cultura e attualità ebraiche in Calabria
con uno sguardo al futuro e a tutto il Meridione

Secondo una leggenda, che attesta l'antica frequentazione orientale della nostra regione, Reggio fu fondata da Aschenez, pronipote di Noé.
La sinagoga del IV secolo, ricca di mosaici, di Bova Marina, è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica; a Reggio fu stampata la prima opera in ebraico con indicazione di data, il commento di Rashì alla Torah; Chayim Vital haQalavrezì, il calabrese, fu grande studioso di kabbalah, noto anche con l'acronimo Rachu.
Nel Medioevo moltissimi furono gli ebrei che si stabilirono in Calabria, aumentando fino alla cacciata all'inizio del XVI secolo; tornarono per pochi anni, richiamati dagli abitanti oppressi dai banchieri cristiani, ma furono definitivamente cacciati nel 1541, evento che non fu estraneo alla decadenza economica della Calabria, in particolare nel settore legato alla lavorazione della seta.
Dopo l’espulsione definitiva, gli ebrei (ufficialmente) sparirono, e tornarono temporaneamente nella triste circostanza dell’internamento a Ferramonti; oggi non vi sono che isolate presenze, ma d'estate la Riviera dei Cedri si riempie di rabbini che vengono a raccogliere i frutti per la celebrazione di Sukkot (la festa delle Capanne).
Questo blog è dedito in primo luogo allo studio della storia e della cultura ebraica in Calabria; a
ttraverso questo studio vuole concorrere, nei suoi limiti, alla rinascita dell'ebraismo calabrese; solidale con l'unica democrazia del Medio Oriente si propone come ponte di conoscenza e amicizia tra la nostra terra e Israele.

IN PRIMO PIANO: eventi e appuntamenti

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SHAVUOT




חג שבועות שמח!


SHAVUOT 5777

(31 maggio - 1° giugno; comincia la sera del 30)



Shavuot cade il 6 e il 7 di Sivan, esattamente sette settimane dopo Pesach. Fino a quando non fu stabilita la durata precisa dei mesi la ricorrenza poteva cadere il 5, il 6 o il 7 del mese, fatto unico per le ricorrenze comandate nella Torà. Shavuot è chiamata anche “Tempo del dono della nostra Torà”. La Torà è per gli ebrei il dono più grande fatto da Dio all’uomo, il legame con essa è fortissimo e ha un valore di sacralità. Questo spiega anche perché la data precisa non avesse troppa importanza: la cosa fondamentale è la rivelazione della Torà, il legame con una data storica riveste una importanza secondaria.
Gli ebrei dopo essere rimasti schiavi in Egitto, finalmente liberi, trascorsero 40 anni nel deserto; quando furono ai piedi del Monte Sinai Mosè, loro capo, salì sul monte dove ricevette in dono da Dio la Torà da consegnare al popolo d’Israele. Le Leggi contenute nella Torà sono ancora oggi la base e il cemento del popolo ebraico. Così come Pesach rappresenta il raggiungimento della libertà materiale; questa festa rappresenta il raggiungimento della libertà spirituale, la libertà di scegliere di accettare la legge morale, di accettare il giogo divino.
Shavuot è una delle tre feste di pellegrinaggio, cioè una festa durante la quale ci si doveva recare al Santuario a Gerusalemme (ai tempi in cui ancora esisteva) e portare un’offerta, secondo il dettato che si trova in Esodo XXIII, 16: “Conterete cinquanta giorni fino all’indomani della settima settimana ed allora presenterete al Signore un’offerta farinacea nuova (di frumento nuovo)”.
A Shavuot ci si reca alla Sinagoga, dove vengono utilizzati degli addobbi particolarmente sontuosi e il profumo dei fiori che vengono portati per l’occasione rende particolarmente gradevole la atmosfera. Le piante e i fiori che si usano per addobbare le case e le sinagoghe probabilmente rimandano al luoghi lussureggiante nel deserto in cui fu ricevuta la Torà.
In Italia a Shavuot molte bambine celebrano il loro bat Mizwa, cerimonia attraverso la quale diventano “adulte” e in grado di adempiere ai precetti che riguardano le donne.
Il pasto di Shavuoth è a base di latte. (Le regole alimentari ebraiche, in osservanza al divieto biblico “non mangerai il pretto nel latte di sua madre” vietano di mangiare nello stesso pasto carne di qualsiasi genere e di cibi derivati da latte). Le origini di questa usanza possono essere diverse, le più accreditate sono due: il sapore della Torà viene paragonato a quello del latte e del miele. La seconda ipotesi è che gli ebrei non avendo ancora ricevuto la Legge, non erano in grado di procedere alla macellazione rituale degli animali, per cui si astenevano dal mangiare la carne.
Dopo la cena della vigilia, molti usano studiare la Torà per tutta la notte. Il secondo giorno di Shavuot si legge il libro di Ruth, libro facente parte del canone biblico, nel quale viene narrata la storia di Ruth la moabita, della sua conversione all’ebraismo, conversione alla quale arrivò attraverso tappe spirituali paragonabili a quelle del popolo ebraico. Ruth è un’antenata del re David, e in quanto tale il Messia nascerà dalla sua progenie.

Aseret Hadibberot - Antologia di commenti raccolti da Rabbì Avrohom Chaim Feuer, tratti dal Talmud, dal Midrash e da fonti rabbiniche, testo
Inciso sulle Tavole - Rav Alberto Somekh, video
Le Tavole della Legge come simbolo dell’ebraismo - Giorgio Sarfatti, testo
Discorsi sul Matan Torà - Jonathan Pacifici, testo
La Torà del giorno dopo - Rav Gianfranco Di Segni, testo
La maternità è della lettura - Jonathan Pacifici, testo
Commento a: Non rubare - Rav Umberto Piperno, testo
Shavuot ed il Matan Torà - Rav Alfonso Arbib, audio

9 conferenze sui 10 Comandamenti
Centro Culturale della Comunità di Roma
 Io sono il Signore…  Non avrai… Lea Sestieri, Rav Benedetto Carucci, Giorgio Caviglia, audio
Non pronunciare il Nome… Rav Alberto Piattelli, Antonella Castelnuovo, audio
Ricorda lo Shabbat… Rav Alberto Funaro, Deny Braha, Fausta Finzi, audio
Onora tuo padre… Rav Haiim Della Rocca, Mazal P. Bagdadi, audio
Non uccidere. Rav Riccardo Di Segni, audio
Non commettere adulterio… Rav Alberto Piattelli, audio
Non rubare. Rav Benedetto Carucci, audio
Non fare falsa testimonianza. Rav Gianfranco Di Segni, audio
Non desiderare… Giacoma Limentani, Rav Shalom Bahbout, audio

Nella festa di Shavuot si legge il libro di Ruth, che vede protagonista questa stupenda figura di donna e ghiyoret.
Una straniera, una moabita, che fa parte di uno dei popoli più acerrimamente nemici di Israele, ma con per amore e fedeltà si converte, e riconosce il Dio di Israele come suo Dio, e si identifica nel suo popolo.
Questo amore e questa fedeltà le meriteranno di diventare bisnonna di David haMelech, e antenata di Maschiach, che venga presto, ai nostri giorni!


“dovunque tu andrai, verrò anch’io,
dove tu passerai la notte, là anch’io la passerò:
il tuo popolo sarà il mio popolo,
e il tuo Dio sarà il mio Dio,
dove tu morirai, morirò anch’io
e là avrò la mia sepoltura.
Così Dio mi aiuti,
che solo la morte può separarci”
(dal Libro di Ruth 1,16-17)



Il Libro di Ruth, traduzione e introduzione di Dante Lattes, e-book
Il Libro di Ruth, commento e traduzione, Giacoma (Giacometta) Limentani e Giacomo (Lillo) Limentani, e-book
Introduzione al Libro di Ruth, Rav Shalom Bahbout, testo
Ruth, la moabita, la madre di tutti i liberatori, Rav Gianfranco Di Segni, audio
La storia fotografica di Ruth, album fotografico dei primi del ‘900 dalla Library of Congress, scarica

Shavu'òt è una festività che dura due giorni e quest'anno cade il 30 Maggio-1 Giugno 2017; essa coincide con la data nella quale D-o diede la Torà al popolo Ebraico, più di 3.300 anni fa, al Monte Sinai. Per 49 giorni contiamo con gioiosa attesa, preparandoci per questo giorno importante.
Shavu'òt si festeggia accendendo le candele, rimanendo svegli la notte per studiare Torà, ascoltando la lettura dei Dieci Comandamenti in sinagoga, mangiando cibi di latte e altro.





Da Moked http://moked.it/blog/2014/06/09/domande-8

domande…

Paolo Sciunnach, insegnante (9 giugno 2014)
Cosa significa accettare tutta la Torah?
Verso la fine della Parasha di Mishpatim, compare un brano che ha causato molte domande ai commentatori:
Shemoth, 24:
Aveva detto a Mosè: «Sali verso il Signore tu e Aronne, Nadab e Abiu e insieme settanta anziani d’Israele; voi vi prostrerete da lontano, poi Mosè avanzerà solo verso il Signore, ma gli altri non si avvicineranno e il popolo non salirà con lui». Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Tutti i comandi che ha dato il Signore, noi li eseguiremo!». Mosè scrisse tutte le parole del Signore, poi si alzò di buon mattino e costruì un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo ascolteremo!». Poi Mosè salì con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani di Israele. Essi videro il D-o d’Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffiro, simile in purezza al cielo stesso.
Secondo Rashi le parole “Aveva detto a Mosè: Sali” significano che questo brano è stato detto a Moshe prima delle Dieci Parole (Dieci Comandamenti), per questo motivo è detto: “Sali!”.
Rashi basa questa interpretazione sul modo di esprimersi del testo: “Aveva detto a Mosè: Sali verso il Signore”. Quando lo ha detto? Prima delle Dieci Parole.
Quando la Torah vuole riferirsi ad un evento passato, solitamente usa il verbo al futuro con la lettera Vav come prefisso, la presenza della quale inverte il tempo (Vav HaIpuch). Per es.: “VaIomer”, “VaIdaber”, “VaIelech”.
Qui infatti è detto: “Veel Moshe amar”, “Aveva detto a Mosè”, e non “VaIomer el Moshe”.
In questo modo Rashi comprende il significato di un altro verso in questo modo:
“Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Tutti i comandi che ha dati il Signore, noi li eseguiremo!»”.
Di quali “norme” (Mishpatim) si tratta? Non può più trattarsi delle “leggi” della nostra Parasha, perché esse sono state date dopo le Dieci Parole.
Rashi precisa che qui si tratta di tutte quelle Mitzvoth ricevute prima delle Dieci Parole:
“e tutte le leggi”, si tratta delle Sheva Mitzvoth Beneh Noach, dello Shabbath, dell’onorare padre e madre, della Vacca Rossa, e tutte le leggi che sono state date nell’episodio di Marah.
Tuttavia il Ramban non è d’accordo con Rashi. Secondo lui i Mishpatim in questione qui sono quelli enunciati proprio nella nostra Parasha.È scritto: “Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme (Mishpatim)”. Esse sono le leggi scritte qui sopra nella nostra Parasha, come è detto: “Queste sono le norme che tu esporrai loro” (Mishpatim 21, 1). Inoltre la Torah qui usa l’espressione “andò a riferire (VaIsaper)”, questo comporta un nuovo insegnamento e non la ripetizione di qualcosa già conosciuto, come conferma anche il commento di Avraham Even Ezrah: tutto questo brano compare dopo le Dieci Parole.Ma per quale motivo questo brano si trova qui, in questo punto della Torah? Cosa vuole insegnarci?Questo brano si riferisce alle Dieci Parole o ad altri insegnamenti successivi?“Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo ascolteremo!»”.I Maestri videro in questa frase il grado più alto di spiritualità a cui giunsero i Figli di Israele.È scritto nel Talmud: E insegnò Rabbi Simai: Quando i Figli di Israele si impegnarono a “Fare” prima di “Ascoltare”, scesero seicentomila angeli e posero su ciascun ebreo due corone, una per “Fare” e una per “Ascoltare” (Shabbath, 88 a – b).Così alta fu la spiritualità dei Figli di Israele, tale che assomigliavano ad Angeli del Servizio Divino.Disse Rabbi Eliezer: Quando i Figli di Israele si impegnarono a “Fare” prima di “Ascoltare”, gridò una voce dal cielo: chi ha rivelato ai miei figli questo segreto, di cui si servono i miei angeli, perché sta scritto: “Benedite l’Eterno voi suoi angeli, eroi possenti, che eseguite i suoi ordini, attenti al suono della sua parola”. Prima “Fare” e poi “Ascoltare” (Shabbath 88 a – b).I Figli di Israele erano pronti a fare il volere di D-o prima ancora di comprenderne i particolari e il significato. Come è possibile?Dissero a Rava: “Popolo frettoloso, la cui bocca precede le orecchie, siete sempre in questo stato di precipitazione, avreste dovuto prima intender bene se eravate in grado di accettarla (la Torah), e accettarla solo in questo caso, altrimenti non avreste dovuto accettarla”. Rava rispose: “Noi che camminiamo nell’integrità, di noi è scritto: “l’integrità dei giusti è la loro guida” (Mishleh 11, 3), ma quelli che camminano nelle vie tortuose, di loro è scritto: “il pervertimento dei perfidi è la loro rovina” (ibid)” (Shabbath 88 a – b).Rashi spiega: camminiamo nell’integrità – camminiamo con lui con integrità di cuore, come coloro che osservano e mettono in pratica per amore. Ci appoggiamo fiduciosi a lui perché non ci sottoporrà a prove che non possiamo sostenere.Questa accettazione spontanea e amorevole della Torah avviene per amore del cielo.Tuttavia c’è un altro Midrash che merita la nostra attenzione: “e si fermarono ai piedi (BeTachtit) del monte” (Esodo 19, 17).Si fermarono ad di sotto del monte (BeTachtit HaAr) – Disse Rav Avdimi bar Chama bar Chasa: da ciò si impara che il Santo e Benedetto Egli Sia, rovesciò sopra di loro il monte come una tinozza rovesciata e disse loro: “se accetterete la Torah, bene; se no, la sarà la vostra tomba” (Shabbath 88 a – b).Tosfot domanda: che necessità cera di rivoltare il monte sopra di loro, dal momento che avevano già detto: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!» (Esodo 19, 8)? Risponde: Forse avrebbero potuto ripensarci, quando videro il grande fuoco che provocò loro di spirare. Non ostante la previa accettazione della Torah da parte di Israele era ancora necessario costringerli. Ma Perché? Non si era detto che l’accettazione della Torah da parte di Israele fu una libera scelta di Israele per amore del Cielo?Disse Chizkia: è scritto: “dall’alto dei cieli facesti udire la tua sentenza, e la terra ne ebbe spavento e restò calma” (Tehillim 76, 9). Ma se si spaventò perché restò calma? E se restò calma perché si spaventò? In principio si spaventò e alla fine si calmò. Ma perché si spaventò? Tutto fila secondo Resh Lakish. Insegna Resh Lakish: che cosa significa il verso: “e fu sera e fu mattina, il sesto giorno” (Bereshit 1, 31)? L’articolo determinativo è di troppo! Risposta: D-o a concluso un contratto con le opere della creazione in principio: “se Israele accetterà la Torah, voi sussisterete; se no, io vi riporterò nel caos e nel nulla (Tohu VaBohu)” (Shabbath 88 a – b).Il Maaral da una spiegazione ripresa dal Midrash: affinché non dicano: “noi abbiamo accettato la Torah di nostra spontanea volontà, e se non l’avessimo voluta non l’avremmo accettata”. Questa affermazione non è onorevole per la Torah. Tutto il mondo dipendeva dalla accettazione della Torah da parte di Israele. Se Israele non avesse accettato la Torah, il mondo sarebbe tornato nel caos e nel nulla (Tohu VaVohu). Per questo motivo la accettazione della Torah da parte di Israele non poteva restare una scelta libera, ma era già di per se una scelta obbligata. (Tifereth Israel, 32).Le sorti del mondo dipendono dalla accettazione della Torah da parte di Israele. Il mondo non può reggere senza Torah. Non c’è scampo!Ma allora, la accettazione della Torah è una scelta obbligata? Pare evidente qui la contraddizione con quanto detto sopra: l’accettazione della Torah da parte di Israele sarebbe stata una scelta per amore del cielo. Come conciliare i due Midrashim?Il Meshech Chochmah spiega:Ci insegna che D-o ha rovesciato il monte come una tinozza rovesciata su di loro – D-o ha fatto vedere a loro l’onore della sua gloria in modo evidente e chiaro, tanto che è venuta meno loro la possibilità di scelta; uscì da loro anima per via della contemplazione dell’onore della presenza di D-o. E furono costretti come gli angeli (che non possono scegliere) senza nessuna differenza. Videro e compresero che l’esistenza di tutto il creato dipende solo dall’accettazione della Torah da parte di Israele.Secondo questa interpretazione non si trattò quindi di un capovolgimento reale della montagna del Sinai, ma piuttosto una condizione scaturita dall’evidenza della gloria divina. Chiunque era presente all’evento del Sinai comprese con assoluta evidenza che la Torah è il fondamento del mondo e che se non la accettassimo il mondo tornerebbe all’istante nel caos e nel nulla.Ma se l’accettazione della Torah da parte di Israele fu una scelta obbligata dall’evidenza della gloria divina, dove sta la libertà di scelta? Una scelta consapevole non è forse libera?E’ scritto nella Ghemarah:Disse Rav Acha bar Yakov: È un grande ammonimento circa la Torah!Il fatto che l’accettazione della Torah da parte di Israele fu sotto costrizione, da la possibilità ad Israele di ammonire il Santo e Benedetto Egli Sia.Rashi: quando gli ebrei verranno chiamati in giudizio e verrà chiesto loro il motivo per cui non hanno rispettato la Torah, gli ebrei avranno una risposta: abbiamo ricevuto la Torah con costrizione.Tuttavia nella Ghemarah è scritto:Disse Rava: Però l’hanno accettata una seconda volta al tempo di Assuero, perché sta scritto (Ester 9, 27): “Gli ebrei riconobbero e accettarono”, riconobbero ciò che avevano accettato.Rashi precisa: Nei giorni di Achashverosh accettarono per via dell’amore per il miracolo fatto da D-o per loro.Quale è la differenza sostanziale tra le due forme di accettazione della Torah? E di quale Torah si tratta?“Tutto il popolo vedeva i tuoni e i lampi, il suono del corno e il monte fumante. Il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano” (Shemoth 20, 18).Presso il Sinai tutto avvenne difronte alla Gloria Divina, si modificarono le percezioni sensoriali. Gli Ebrei video il suono. Percepirono le parole Divine con assoluta chiarezza. Difronte ad un miracolo manifesto.Ma al tempo di Achashverosh, la Presenza Divina era nascosta, eclissata, e il miracolo di Purim fu un miracolo nascosto.E’ scritto nel Talmud: “Ester è fondata sulla Torah, da dove lo si ricava? Dal verso: “Ed ecco Io nasconderò il Mio Volto”.Al tempo di Achashverosh siamo in un momento di Ester Panim, di nascondimento del Volto Divino. L’Eclissi di D-o.Il Nome di D-o non è menzionato nemmeno una volta nella Meghillath Ester. Ciò nonostante Israele accettò la Torah anche in un tempo di Ester Panim, come ai nostri giorni. Il Miracolo di Purim è un Miracolo nascosto. Di quale Torah si tratta?E’ necessario accettare la Torah Scritta e Orale difronte al Miracolo Manifesto, ma soprattutto difronte al Miracolo Nascosto, quando siamo nell’Ester Panim.Il significato della festa di Purim, l’insegnamento della Meghillath Ester è proprio quello di svelare il nascosto, di insegnarci ad accettare la Torah, il giogo del cielo, anche durante l’apparente eclissi di D-o.A questo riguardo è fondamentale il ruolo della Torah Orale. E’ questa l’essenza della vita ebraica nel corso dei secoli, soprattutto nei periodi di Ester Panim.La Torah Scritta è composta di regole generali, ma è ricca di particolari nascosti che vengono elaborati dalla Torah Orale. E’ indispensabile lo studio della Torah Orale per conoscere cosa desidera il Padrone del Mondo in ogni momento della vita nel corso delle generazioni. Solo attraverso la Torah Orale rendiamo eterno il nostro rapporto con il Creatore e percepiamo la sua Presenza Divina vicino a noi.Tuttavia la Torah Orale non è facile da studiare e da comprendere, richiede uno sforzo di ricerca (Drash).Sia Benedetto il Nome del Re dei Re, il Santo e Benedetto Egli Sia, che ha scelto Israele da settanta nazioni, come è scritto: “Perché porzione del Signore è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità” (Devarim 32, 9), e ha dato a Israele la Torah Scritta ricca di insegnamenti e indizzi nascosti, e che ha rivelato a Israele le interpretazioni nella Torah Orale. La Torah Scritta è composta da regole generali (Klalot) e la Torah Orale è composta da tutti i particolari (Pratot). La Torah Orale è molto grande, la Torah Scritta è molto breve. Della Torah Orale è detto: “Più lunga della terra ne è la dimensione, più vasta del mare” (Yov 11, 9).L’ebraismo si fonda sulle leggi della Torah attraverso l’interpretazione e la saggezza dei Rabbini, senza i quali il testo della Torah è spesso incomprensibile. In tal modo l’ebraismo si fonda su un minimo di rivelazione, Torah Scritta, ed un massimo di interpretazione, Torah Orale, sulla volontà di D-o e sulla comprensione di Israele, per la quale, in particolare, dipendiamo dalla tradizione non scritta. Sul Sinai abbiamo ricevuto sia la parola di D-o, la Torah Scritta, sia lo spirito per comprenderla, la Torah Orale; e i Rabbini, che sono gli eredi dei Profeti, ne interpretano e ne determinano il significato. C’è molta libertà e c’è molto potere nelle interpretazioni dei saggi; essi infatti hanno il potere, se le condizioni lo esigono, di accantonare un precetto della Torah. Qui sulla terra il loro parere può anche respingere una opinione presa in cielo. La Torah viene dal Cielo ma la Torah non è in Cielo. Se non ci sono i Chachamim non c’è Torah.Con la Torah Scritta abbiamo visto le voce. Ma solo attraverso la Torah Orale possiamo giungere allo svelamento del nascosto. Solo attraverso la Torah Orale siamo in grado di percepire il miracolo nascosto.La Torah Orale si occupa anche di un toro che cozza un uomo, di come seminare in un campo, di come mangiare, nella vita quotidiana, nel corso della storia, e ci guida nello scoprire che tutte queste cose sono un grande miracolo nascosto.Presupposto fondamentale della possibilità della percezione del D-o che si nasconde è perciò l’accettazione dell’unico luogo dove possiamo trovarlo: la realtà storica, la realtà data, così come è. Solo chi ha sperimentato D-o storicamente, nella vita quotidiana, sa bene che egli ha creato i cieli e la terra. Trascendenza e immanenza, nell’insegnamento Rabbinico non sono contraddittorie o vicendevolmente escludentisi, ma si completano a vicenda.E per questo motivo il Patto tra D-o e Israele non è stato fatto se non per la Torah Orale. Come è scritto: “Il Signore disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole (Al Pi) io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele»” (Shemot 34, 27).Per questo l’accettazione della Torah Orale da parte di Israele è stata più difficile:E non accettarono la Torah fino a che D-o non rovesciò su di loro la montagna come una tinozza rovesciata, come è detto: “e si fermarono (BeTachtit) sotto il monte”. E se vuoi dirmi: è per via della Torah Scritta che ha rovesciato il monte sopra di loro? Ma non forse vero che quanto D-o gli chiese: “accetterete voi la Torah?” (con il monte sopra la testa), risposero: “faremo e ascolteremo”? (…) Piuttosto lo chiese a loro per via della Torah Orale, perché in essa ci sono molti particolari delle Mitzvoth, sia leggere che pesanti, ed essa (la Torah Orale) è ricca e lunga, impegnativa e difficile da acquisire. Non è degno di studiarla se non colui che ama D-o con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima, con tutte le sue facoltà, come è detto: “e amerai il Signore tuo D-o con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue facoltà” (Devarim 6, 5). E da dove si impara che amare non è che un’espressione legata allo studio della Torah Orale? Da quello che è scritto subito dopo: “e saranno queste parole che io ti comando oggi sul tuo cuore”. È lo studio della Torah Orale che è sul cuore? Si. Come è detto: “e le insegnerai ai tuoi figli”. È ciò che studi che va insegnato.“Ascolta Israele, il Signore nostro D-o, il Signore e’ Uno”, “amerai il Signore tuo D-o con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze” (Devarim 6,5). “amerai il tuo prossimo come te stesso” (Vaykrah 19,18). “Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo D-o, se non che tu tema il Signore tuo D-o, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il Signore tuo D-o con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i precetti del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene?” (Devarim 10,12-13).“Faremo e Ascolteremo”, Faremo e Capiremo. È questo il segreto della Torah Orale: anteporre il fare al comprendere. Agire per amore del Cielo.Come è scritto: “Tutto il popolo rispose insieme e disse: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!” (Shemot 19,8), “Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: “Quanto il Signore ha ordinato, noi faremo e ascolteremo!”, i Maestri commentano: “Faremo e Capiremo” (Shemot 24,7).Cosa significa “Faremo e Capiremo”? Solo facendo le Mitzvoth ne capiremo il significato profondo (Taameh HaMitzvoth – il gusto delle Mitzvoth). Solo facendo le Mitzvoth saremo santi. L’Ebraismo è una filosofia dello studio e dell’azione pratica. L’atto redime.Come è scritto: “L’uomo si occupi sempre di Torah e di Mitzwot, anche se non per se stesse, poiché, anche facendolo non per se stesse, egli arriverà a farlo per se stesse (per amore di D-o)”. (Talmud, Nazir 23). “Poiché il Signore scruta tutti i cuori e comprende ogni piega dei pensieri”. “Il Misericordioso desidera il cuore”.Al Santo e Benedetto Egli Sia non basta che soltanto le azioni siano conformi alla Torah. Ai suoi occhi è essenziale anche che il cuore sia puro e tutto orientato all’autentico servizio divino. Dobbiamo servire il Signore con amore e gioia.

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